Lega, il presidente della commissione istruzione ha la terza media

Il presidente della commissione istruzione al Senato, l’uomo che vigila su abbandono scolastico, formazione e precariato, ha la terza media. Ottimo.

È proprio lui a confermarlo durante una telefonata con l’Espresso, il senatore Mario Pittoni, “l’uomo istruzione” della Lega Nord di capitan Matteo Salvini.
Pittoni spiega di essere stato reticente ad un confronto per “paura della guerra social”. Come riporta l’Espresso infatti si sente una risata dall’altro capo: “Sa, sono figlio della contestazione globale, erano tempi in cui ci si opponeva. Ho un padre insegnante e un fratello professore, quindi ho sempre respirato scuola e per questo sono preparatissimo. Non mi sono diplomato per ribellione”. Pausa. “Ripeto, preparatissimo. Ma questo non lo scriva che lodarsi non è bello”.

Per il Carroccio e per il suo Capitano ha scritto il programma che ha l’ambizione di rivoluzionare la scuola italiana. Per questo motivo è stato nominato presidente della Commissione Istruzione Pubblica al Senato.

Ma chi è Mario Pittoni? Il suo curriculum è consultabile sul portale web del Comune di Udine, non è un segreto. Leghista della prima ora e classe ’50.
Poche nozioni principali, come sono poche le voci scritte in stampatello, un vero uomo che compila il suo curriculum a mano.
Troviamo in questo curriculum delle note importanti: addetto stampa di Edi Orioli, campione della Parigi-Dakar e direttore responsabile di una rivista di annunci, creazione Lega Nord Flash “opuscolo d’informazione di carattere nazionale”, senatore della repubblica nella XVI legislazione, capogruppo Lega Nord in commissione istruzione.
Alla voce “patente o patenti” ha inserito “X auto e moto” dove la “X”, da vero uomo colto qual è si suppone sia la traduzione di “per”.

Ma solo alla voce “tipo di istruzione o formazione” che il senatore ci regala una perla rara, una magia quasi, infatto scrive: “iscrizione albo dei giornalisti pubblicisti dal 1981”, dato che il titolo di studi, che tra l’altro è la sua mansione nella commissione in Senato, non ha importanza e può tranquillamente essere sostituito, ma si.

È come se chiedessero “che giorno è oggi?” e la risposta sarebbe “giallo”. Ok.

Ma quali sono le grandi rivoluzioni proposte dall’egregio Pittoni: elementari e medie diventeranno una cosa sola, il ritorno del “professore prevalente” che insegnerà le materie principali, seguendo gli alunni per tutto il percorso, il riavvicinamento dei docenti al proprio territorio e concorsi su base regionale, via alla chiamata diretta e infine ripristino del “valore educativo delle bocciature”.

Nel contratto del Governo gialloverde, quella carta che ci impedisce di chiamare la maggioranza “alleati” o “inciucio”, qualcosa è stato mantenuto: chiamata diretta e trasferimenti prima, l’abolizione delle classi “pollaio” e l’intensificazione delle ore di ginnastica.

chiamata diretta e trasferimenti prima, l’abolizione delle classi “pollaio” e l’intensificazione delle ore di ginnastica.
Il sommo senatore ammette: «Stiamo lavorando per mantenere le promesse fatte e abbiamo già depositato due disegni di legge importanti che riguardano gli insegnanti».
E quali sono questi disegni di legge?

Il primo riguarda l’eliminazione della chiamata diretta e l’altro per i posti vacanti, per quanto riguarda l’unificazione di medie ed elementari «è un progetto che stiamo portando avanti, perché se ne parla da anni ma ci vuole tempo, è solo due mesi che siamo al Governo».

C’è un solo obiettivo, ovvero «smontare la Buona Scuola punto per punto». La Buona scuola figlia anche lei di una ministra al centro delle polemiche per il titolo di studio dichiarato, però quando si seppe la verità Movimento 5 Stelle e Lega Nord chiesero subito le dimissioni di Valeria Fedeli.
Ma di cosa ci preoccupiamo? Come riporta il presidente della commissione “Istruzione Pubblica” del Senato quello che «c’è da sapere non si impara su polverosi libri». Ancora l’Espresso riporta:”Vuole aggiungere altro?” «Dovevo dirle qualcosa di importante, ma l’ho dimenticato». Qualche minuto dopo, via messaggio, il senatore ci comunica cosa si era dimenticato di aggiungere. «Quando, come nel mio caso, a spingerti è un’infinita passione, sei portato a studiare e approfondire ben più di quanto normalmente chiesto agli studenti. Di conseguenza sei facilitato nel trovare soluzioni».

Prima di chiudere la telefonata, l’ostinata raccomandazione: «Mi metto nelle sua mani, mi raccomando». Alla faccia del “valore educativo delle bocciature”.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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