CHRISTINE LAGARDE DAL FMI ALLA BCE: COME RAFFORZARE GLI EUROSCETTICI

Credevamo fosse possibile liberarcene, e invece altro che cambio di paradigma, la “sfortunata” Lagarde ora guiderà la BCE, l’organo istituzionale indispensabile per garantire un corretto funzionamento dell’integrazione economica europea.

Questa partita politica giocata principalmente tra Francia e Germania, a cui andrà probabilmente la Presidenza della Commissione Eu, ha penalizzato gli europei e l’Europa intera, allontanando la possibilità di una necessaria visione alternativa delle politiche economiche condotte sino ad oggi.
Con un Macron martellato dai “gilets jaunes” da un lato, e il rischio infrazione da un altro, restano i dubbi che l’ex Ministro dell’economia della Repubblica Francese avrà una gestione al di sopra delle parti.

Tuttavia, non possiamo non ricordare gli errori previsionali di questo istituto finanziario, effettuati sotto la sua ingloriosa guida che va dal 2011 ad oggi, e pagati con riforme a lacrime e sangue dai cittadini europei in primis. Giusto per accennare il caso culmine:
– 2012, la Grecia viene sottoposta ad un memorandum di regole di politiche di austerità economica, secondo l’analisi del FMI, adottando queste regole, la Grecia avrebbe ottenuto una crescita economica.
– 2019, L’FMI viene totalmente smentito dalla realtà, basti pensare a due elementi, la confessione del giornalista economico del corsera Fubini a TV2000 “In Grecia morti 700 neonati in più per la crisi. Ma ho nascosto la notizia” e il “mea culpa” della Troika (formata da FMI, BCE e Commissione UE) “sulla Grecia troppi errori”. Si forse troppi errori, ci voleva un aumento della mortalità infantile così preoccupante, il picco di HIV ed un paese al collasso per ammettere che austerità e i presunti salvataggi sono stati nient’altro che ferite mortali inferte al popolo fondatore dell’Europa. Nessuno pagherà, li chiamano esperti.

A confermare l’inadeguatezza e la sciagura del FMI, è proprio un economista del Fmi, Prakash Loungani, il quale “ha dimostrato che per oltre tre decenni tra le 150 recessioni registrate solo due sono state previste, il tasso di errore è poi salito al 100% nonostante il continuo aggiornamento dei modello previsionali (FONTE:ItaliaOggi)

Sarebbe stato difficile trovare un nome peggiore e meno adeguato per una carica così essenziale, eppure oggi l’Europa è riuscita in questa sventurata missione. Se fino a ieri l’euroscetticismo poteva essere una corrente temporanea, oggi trova più che mai la sua legittimazione.




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