Salvini sei un incapace: dimettiti. Un’altra ONG forza il blocco e sbarca a Lampedusa

È inutile. Salvini proprio non ce la fa a non farci sembrare ridicoli, dopo la vicenda Sea Watch e la capitana Carola, un’altra ONG forza il blocco ed entra in territorio italiano, questo è il caso della Alex di Mediterranea che è appena arrivata a Lampedusa.

Realmente l’imbarcazione è una barca a vela, scortata da due motovedette, ed è riuscita ad entrare in porto dopo aver violato l’alt imposto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’applicazione del suo unico risultato politico, condivisibile o meno, quello del decreto sicurezza bis. “Le forze dell’ordine sono pronte a intervenire”, aveva detto il ministro ma le motovedette di polizia e carabinieri non hanno impedito l’ingresso in porto.

Nonostante una notte di attesa e di evidentemente inutili trattative, la barca a vela Alex, la quale, ha a bordo 46 profughi, nonostante ne avesse salvati 54 giovedì, ma donne e bambini sono stati fatti scendere, ed anche 11 membri dell’equipaggio, aveva dichiarato che i rifornimenti di acqua potabile per lavarsi erano finiti ed i bagni inservibili.

In questa situazione è sembrata l’unica scelta possibile per la sopravvivenza di equipaggio e migranti, è stata quella di forzare il blocco.

Salvini reagisce dicendo nelle sue consuete dirette sui social e twittando: “La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell’ordine sono pronte ad intervenire, vediamo se anche in questo caso la ‘giustizia’ tollererà l’illegalità: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono ‘salvatori’, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani.Vada a Malta”.

Anche l’ong aveva risposto a suon di tweet: “In queste condizioni andare a Malta metterebbe a rischio la sicurezza e l’incolumità delle persone. Lampedusa è ora il solo porto sicuro possibile”.

La vicenda

Venerdì sera, dopo una giornata di trattative convulse, l’Mrcc (cioè il Maritime rescue coordination center) Roma e Mediterranea erano arrivati ad un accordo: Alex sarebbe stata scortata dalla Capitaneria di Porto e dalla Guardia di finanza ed avrebbe fatto rotta verso Malta, inoltre l’imbarcazione sarebbe stata rifornita di acqua e carburante e, cosa più importante, prima di intraprendere il viaggio, avrebbe spostato su delle imbarcazioni di supporto la quota di 39 migranti, in modo da rimanere a bordo con sole 18 persone, si perché il limite di Alex è di 18 persone. Ed ora ce ne sono 46 più 11 di equipaggio, praticamente il triplo. È come mettere tre pastori tedeschi nella cuccia di un chiwawa.

Vi era tra le altre condizioni poste dal comandante della Alex, la richiesta di effettuare in acque internazionali il trasferimento a Malta dei migranti salvati e la garanzia che né l’equipaggio né la Alex sarebbero stati oggetto di misure giudiziarie.

La richiesta, come fa notare La Repubblica, originava da due ovvie considerazioni: 1) nessun reato è al momento stato commesso né contestato a nessuno; 2) Il porto sicuro di La Valletta è stato offerto da Malta che dunque non dovrebbe avere nessun problema ad accettare.
E infatti Malta aveva accettato le condizioni, al punto che alle 21 di venerdì, l’equipaggio della Alex era pronto a partire e aveva già cominciato a spiegare ai migranti a bordo che la prossima destinazione era appunto Malta.

Ma qui il nostro ministro dell’interno Salvini ha deciso di continuare a fare propaganda, dichiarando “Quelli di Mediterranea cercano l’impunità.” Ma l’equipaggio ha ribattuto: “No, semplicemente non vogliamo cadere nelle trappole”.
Mediterranea si è accorta che era davanti a due soluzioni: forzare il blocco di Salvini al porto di Lampedusa o accettare di andare a Malta “senza garanzie”.

Il capitano Stella e il capo della missione Erasmo Palazzotto decidono di inviare un’altra email all’Mrcc Roma nella quale spiegavano che per tutte “le cose non di loro competenza”, tra le quali le modalità di sbarco delle persone, se la sarebbero vista autonomamente con le autorità maltesi. E qui le condizioni cambiano.

Parte un’altra mail da parte di Alex: “Abbiamo terminato le riserve e per noi l’acqua è fondamentale per intraprendere il viaggio, le condizioni igieniche qui sono al collasso”. “I bagni a bordo sono inutilizzabili.

Da Roma l’ufficiale di turno avverte il comandante della ong che, una volta giunti a Lampedusa bisognerà far salire nuovamente tutti i migranti a bordo della Alex, dal momento che nessuna motovedetta straniera può entrare in acque nazionali.

L’ufficiale di turno quindi rassicura l’Alex che “lo sbarco dei migranti avverrà in acque internazionali”. Poi si corregge dicendo in un’altra mail: “Per quanto riguarda il luogo del trasferimento non possiamo dare informazioni precise perché questa decisione non ricade tra le competenze di questo Mrcc. Vi preghiamo inoltre, siccome tutto avverrà sotto la vostra responsabilità, di accertavi che le persone che portate qui stiano bene e siano consenzienti”.

Cosa significa quella precisazione?

Quando la Open Arms, chiedeva a Malta che le fosse concessa la Valletta come “porto sicuro” per portare i migranti della Alex in salvo venerdì scorso e la risposta delle autorità maltesi era stata: “Abbiamo dato il porto sicuro ad Alex in seguito ad accordi politici. A voi non possiamo darlo”.
A Malta non aspettano i migranti raccolti giovedì ma l’imbarcazione Alex, con il suo carico fisico e il suo equipaggio da perseguire.

È lì che si è avuta la netta sensazione che Malta fosse “bruciata” da Salvini ed è sembrata l’unica soluzione possibile quella di forzare il blocco ed entrare a Lampedusa.

Sperando di unirsi in questo obiettivo alla Alan Kurdi, la nave dell’Ong tedesca Sea Eye che ha salvato 65 persone da un naufragio e sta anch’essa facendo rotta verso Lampedusa.

Ora immaginiamoci l’imbarcazione omologata per 18 persone che ne contiene 57 e una emergenza igienico-sanitaria. Non proprio un idillio.

Dal ponte della ong è partita una richiesta ufficiale a Mrcc Roma di assegnazione di Lampedusa come porto sicuro più vicino (Pos) attraverso un preannuncio di ingresso: “Si informa la signoria vostra che in assenza dei requisiti minimi da noi richiesti, vista la notifica da voi comunicata cicca la modalità dello sbarco e in considerazione dello stress psicofisico a cui sono sottoposti i nostri ospiti a bordo, riteniamo impraticabile l’ipotesi di andare a Malta. Vi chiediamo pertanto il Pos dell’isola di Lampedusa, per garantire alle persone soccorse assistenza sanitaria e accoglienza. In conformità con il diritto internazionale”.

Intanto il Ministro Salvini continua a fare propaganda su un problema che lui stesso ha generato. Come al solito insomma. E questo qui sta al 40% nei sondaggi.

Dopo i terroni, i neri, la cannabis, i gabbiani di Roma, ed altri infiniti altri nemici inventati per convincere gli italiani che lui è l’uomo forte, ora tocca alle Ong, prima tedesche, poi olandesi.

P.s. la Mediterranea è una ong italiana. Non che questo faccia differenza quando si tratta di salvare vite umane.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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