TSIPRAS: TERMINA LA PARABOLA DELLA SINISTRA EUROPEA E APRE LE PORTE ALLA DESTRA DI CASA

Grecia – Frena la trionfalistica cavalcata politica di Tsipras e del suo partito SYIRIZA, partito dalle connotazioni antitetiche con l’attuale assetto europeo, di vocazione socialdemocratica, euroscettico, antiglobalista e populista. Divenuto Presidente dello stesso nel V Congresso del 2008, comincia un lungo cammino pregante di battaglie che lo porterà a divenire il Primo Ministro Greco nel 2015. E’ stato tra i primi Leaders politici a vincere le elezioni con un manifesto euro-critico, lui stesso denunciò nel 2012 «Bisogna dire la verità non solo ai cittadini greci ma tutti gli europei: le misure d’austerità non funzionano. La popolazione greca ha sopportato delle prove durissime senza che in due anni e mezzo la crisi sia stata risolta e questo è servito solo a salvare le banche greche, il cui fallimento avrebbe conseguenze in tutto il sistema bancario europeo.». La crisi si era trasformata in un mostro che aspirava la vita di ogni singolo cittadino greco, e fu per questo che un partito critico-europeista sembrava essere la risposta giusta alle sofferenze patite.
Nel 2015, concorrendo in una lista unitaria insieme ai Verdi, raggiunse il 36,3% dei voti, 149 seggi su 300. Gli venne in soccorso il Leader dei Greci Indipendenti per accumulare i due voti che gli avrebbero consentito di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento.
Era tutto pronto per un nuovo ciclo politico. Tuttavia, la disillusione irruppe a demolire il sogno dopo soli 7 mesi: Il giorno successivo del Referendum anti-austerity (che vide Il 61% dei votanti avvalorare la linea di governo) il Ministro delle Finanze della Repubblica Ellenica, Yanis Varoufakis, venne silurato “dall’amico” Tsipras. L’Economista è famoso, appunto, per essere stato uno tra i primi tecnici-politici esperti ad aver sollecitato l’Europa ad un cambio di rotta sulle politiche economiche. Tsipras, dopo il danno non si risparmiò la beffa e, addirittura, firmò il Memorandum della Troika che gli riscrisse interamente l’agenda politica ed economica in tutt’altro verso da quello promesso in campagna elettorale, rinnegando anni e anni di battaglie politiche. Fu un grande tradimento nei confronti del popolo e dell’idea di democrazia.

Cominciò un piano di salvataggi in cambio di riforme strutturali al gusto di austerità. Tale piano avrebbe dovuto garantire la crescita economica della Grecia e quindi l’uscita netta dalla crisi. E invece, non ha mai visto luce. Dei miliardi previsti dai salvataggi il popolo non ha beneficiato di un centesimo, la disoccupazione resta alle stelle, più l’allarmante incremento della mortalità infantile, il picco di malattie, le privatizzazioni sfrenate e quindi svendita dei siti strategici greci. Insomma un fallimento che non poteva e non è stato, infatti, dimenticato, nè perdonato, neanche quando la Troika stessa ha ufficializzato i suoi errori e le sue scuse.

Tracciata questa cornice, diventa molto più facile spiegare il successo ed il ritorno del centrodestra al governo, già previsto da quasi tutti gli analisti politici e finanziari. Il partito vincente è senza sorprese Nuova Democrazia, sotto la guida del leader Kyriakos Mitsotakis, ma sfonda una porta aperta, epilogo elettorale di buona parte dell’Europa. Vince con un ribaltone, arrivando a sfiorare quasi il 40% dei voti, ottenendo la bellezza di 158 seggi su 300 che gli consentiranno di avere una maggioranza assoluta in Parlamento, stabile o meno dipenderà dal suo corso politico. Lo stacco è netto, SYRIZA si ferma al 31,56% ottenendo 86 seggi. Questa nuova composizione sembra comunque dare una certa stabilità, o meglio una chiara bipolarizzazione partitica, che richiama la vecchia impostazione politica di Destra contro Sinistra, senza estremismi, essendo Alba Dorata fuori dai giochi.

Oggi, al neo Primo Ministro Mitsotakis spetterà il giuramento, e domani la presentazione della squadra di governo, ma la lezione che si evince va comunque registrata: l’insoddisfazione delle politiche europee è ormai una certezza. Quanti sacrifici e quante scuse campate per aria stanno sopportando i popoli europei.
Urge una visione alternativa ora più che mai, auspicando che le due nuove nomine, la Larde alla BCE, e la non ancora ufficiale Von Der Leyen alla Commissione smentiscano tutti giudizi negativi che già affiorano per il continente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: