SENATORE FERRARA M5S DEPOSITA MOZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DELLA PALESTINA

Il Senatore Gianluca Ferrara M5S, ancor prima che si avvicinasse all’esperienza politica, è noto ai lettori per le sue pubblicazioni che hanno spesso trattato il tema dell’autodeterminazione dello Stato della Palestina, e per aver raccontato le vicende di tutti quei popoli vessati dalle guerre causate dalle grandi potenze. In coerenza con il suo percorso di saggista, ieri ha depositato una mozione per il riconoscimento politico dello Stato della Palestina al Senato. Sappiamo che, secondo il diritto internazionale, il riconoscimento di uno Stato è un atto politico e quindi non ha nessuna validità giuridica, tuttavia resta un modo pacifico per cercare di attenuare le conflittualità tra i territori belligeranti, oppure un mezzo attraverso il quale sarà poi possibile cominciare ad intrattenere relazioni con lo stato riconosciuto.

La motivazione di questa importante e doverosa mozione del Senatore Ferrara, spiegata su “Ilfattoquotidiano”:
” Ieri ho depositato una mozione sottoscritta da ben 40 miei colleghi senatori del M5s, affinché l’Italia riconosca lo Stato palestinese. Il M5s già nella passata legislatura ha palesato tale sensibilità e determinazione nel credere che il percorso di pacificazione debba passare, prima di tutto, attraverso un tale riconoscimento.

In 71 anni di occupazione militare, abbiamo assistito all’erosione, non solo del territorio, ma del diritto internazionale, dell’umanità e della solidarietà tra i popoli. Poco alla volta alla ragione e alla diplomazia si sono sostituiti i soprusi, la violenza, gli omicidi e l’incarcerazione di leader politici palestinesi, fino alla barbarie sui bambini, prime vittime della guerra, incarcerati e abusati da una legislazione sempre più severa e spietata.

L’Onu, attraverso decine di risoluzioni, ha riconosciuto il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato e chiesto ad Israele di ritirarsi dai confini stabiliti nel 1967, all’indomani della “guerra dei 6 giorni”. Gli organismi internazionali, tra cui anche il Parlamento europeo, spingono per la convivenza tra i due popoli, ma lo Stato e le forze politiche israeliane, hanno imposto una situazione di fatto, con continue violazioni delle risoluzioni delle Nazioni Unite, finalizzate ad acquisire pian piano territori e restringere le libertà democratiche, fino alla completa separazione tra la Striscia di Gaza, dove vivono circa 2 milioni di persone, e la Cisgiordania,dove ha sede il “governo” dell’Autorità Nazionale Palestinese. L’odierna carta politica della Palestina mostra un mosaico di territori palestinesi che non comunicano tra loro, asfissiati da colonie, posti di blocco, check point e incursioni dell’esercito israeliano.

La Palestina è scomparsa dai media, semplicemente cancellata dalle prime pagine dei giornali, ignorata e relegata a culla del terrorismo. Eppure l’instabilità del Medio Oriente nasce e continua ad alimentarsi sulla questione palestinese e, fino a quando non si realizzerà il processo di formazione dello Stato, nulla potrà cambiare.

Non si tratta di schierarsi con l’uno o l’altro Paese, ma di porre la giustizia come pilastro delle relazioni internazionali. Per questo chiediamo il riconoscimento dello Stato di Palestina, come premessa per la realizzazione del principio che ogni popolo ha diritto a vivere in pace e in sicurezza e poter determinare il proprio futuro. Sono certo che ciò avverrà, presto o tardi, ma ognuno di noi deve fare la sua parte e oggi, come Italia, tocca a noi. Auspico che tutte le forze politiche abbiano questa lungimiranza.

In tutto il mondo sono 137 i Paesi che hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina nei confini del 1967, con Gerusalemme est quale sua capitale. Tuttavia, in molti hanno perso la speranza di vedere, un giorno, israeliani e palestinesi vivere in pace gli uni accanto agli altri. Io credo che compito della politica debba, invece, essere quella di lavorare alacremente affinché anche ciò che si suppone impossibile oggi possa divenire realtà domani.”

Non posso fare altro che sposare appieno questa mozione, auspicando che tutte le forze politiche la sostengano, perchè come ogni essere umano, conscio di questi maledetti venti di guerra che sembrano soffiare inarrestabili, non ho smesso di credere in una pacifica convivenza tra tutti i popoli del mondo. E, come tanti, sogno Israele e Palestina, per una volta e per sempre, unirsi in un lungo abbraccio di pace e serenità.



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