Bestie senza perdono! Il caso Bibbiano

È partita l’inchiesta a Reggio Emilia sul caso Bibbiano, ovvero sulla rete dei servizi sociali e sul sistema degli affidi della Val D’Enza.

Secondo le indagini questi elementi, come riporta il Corriere della Sera avrebbero indotto i piccoli a ricordare abusi mai subiti o a «fare un funerale a papà», quelli che avrebbero cercato in ogni modo di recidere i legami affettivi fra piccoli e genitori, che avrebbero allontanato dalle famiglie bambini abusando dei loro incarichi, hanno «avuto esperienze traumatiche nell’infanzia simili a quelle patite dai minori».

Questo è quanto viene fuori dalle carte dell’inchiesta, il tutto infatti «emerge da diverse dichiarazioni testimoniali e da informazioni assunte anche documentalmente».

L’obiettivo è stato quello di differenziare «la condotta tenuta dagli indagati rispetto a quella doverosa», gli inquirenti infatti spiegano che «la loro condotta è altamente rischiosa rispetto alla verifica dell’evento e notevolmente distante dai criteri di perizia professionale ma occorre considerare, la convinta adesione al metodo alternativo rispetto a quello comunemente accettato dalla maggioranza dei terapeuti».

La rivelazione sulle loro «esperienze traumatiche nell’infanzia».

Sempre secondo il Corriere una di queste persone «risulta aver ricordato uno stupro di gruppo subito durante l’infanzia, oltre ad aver avuto un passato di dipendenza da alcool».

E per ben due dei nomi coinvolti nell’inchiesta si fa riferimento a «maltrattamenti da parte del padre», ma parliamo sempre di molti anni fa.

Un’altro individuo dichiara di aver dovuto «gestire la situazione del figlio minorenne, vittima di un episodio di molestie, verosimilmente di tipo sessuale, in ambito scolastico». Accanto a un altro nome ancora una storia di un padre violento e alcolizzato.

Seguono approfondimenti.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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