Ma le sardine, a che servono?

Le “sardine”, o meglio, le persone che si sono identificate tali per organizzare manifestazioni dapprima in Emilia-Romagna in vista delle regionali, poi in tutta Italia, sono state tacciate di non avere un’identità, un programma.

Dichiarano si, di essere contrarie alla “retorica populista”, ma senza proporre nulla in realtà, sono delle persone che non ci stanno (a cosa poi?), senza specificare invece cosa per loro vada bene e quali sono le loro proposte per migliorare il Paese, chi contrapporre a leader populisti che si, non sono convincenti, si, talvolta incompetenti, si, corrotti, si, che hanno la grave colpa di risvegliare la peggiore parte dell’essere umano attraverso la loro retorica che se analizzata non vuol dire nulla, ma, c’è una grandissima differenza tra l’essere contrari ad un’idea e favorevoli ad un’altra oppure fare un’opposizione “a prescindere”.

Ne parlo da chiaro detrattore di Salvini e della sua retorica, l’esempio della nullità di proposte è, se si va a ricercare, proprio la Lega, che ha stravito le elezioni europee prendendo più del 30% dei consensi, senza però avere un programma.

Ma di certo non è possibile, a mio modo di vedere, contrapporre alla nullità di un messaggio, l’evanescenza di un altro. È legittimo manifestare il proprio pensiero, la propria contrarietà a certe idee o elementi politici, anzi, è un dovere sacrosanto ed il silenzio uccide la democrazia. Ma fino a che punto una protesta sotto l’egida dell’ “anti”, del “contro”, può andare avanti e portare invece dei valori che siano propositivi? Il paragone che viene fatto spesso è con il Movimento 5 Stelle degli esordi ma questo è, sempre a mio modo di vedere, completamente sbagliato, il M5S, nasce attraverso i V-Day ed in quegli eventi il messaggio era chiaro: voglia di cambiamento. Una voglia di cambiamento però strutturata, attraverso proposte di iniziative legislative popolari (via i condannati in via definitiva, limite dei due mandati, ecc..) ed attraverso un percorso che partisse dai comuni, da liste civiche, da incontri sul territorio come i MeetUp, che mirassero a risolvere i problemi. Ovviamente questo M5S era in fase prepuberale, non era ancora nato, l’allora accentratore Grillo si poneva come un baluardo a quella parte di classe politica di sinistra che non era opponibile a Berlusconi perché talvolta collusa, il comico arrivò a proporre il suo programma a Prodi, si vide rifiutare le iniziative legislative che avevano raccolto un numero immenso di firme, arrivò persino a candidarsi alle primarie del PD, cosa che poi si concluse con nulla di fatto. E allora, solo allora, nacque il M5S, che poi si è trasformato da partito di rottuta a partito di governo, che ha tradito le sue promesse ed è stato promotore di quella retorica populista che oggi le “sardine” mirano ad attaccare e combattere, ripeto, per sostituirla con cosa poi?

Finalmente è uscito il manifesto delle “sardine” per spiegare le ragioni della nascita del movimento, i protagonisti sono quattro trentenni: Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, promotori della piazza di Bologna.

Il manifesto: “Benvenuti in mare aperto”

Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita.
Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla.
Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare.
Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara.
Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete.
Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare.
Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. E’ stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi.

Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto.

Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie.

I quattro giovani di Bologna promotori del movimento delle “sardine”
“Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini”, “grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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