“Siamo disperati, servono medici”

Stefano Fagiuoli, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che attualmente è “in piena emergenza” per il coronavirus realizza un video-appello anche in inglese, dal momento che è rivolto anche all’estero, dicendo: “Abbiamo disperato bisogno di infermieri e medici, oltre che di apparecchi di ventilazione e dispositivi di protezione individuale. Il nostro personale, medici e infermieri sta lavorando giorno e notte, innumerevoli ore, per combattere questa incredibile situazione. Noi non sappiamo quando a lungo questa pandemia durerà. Ho due messaggi. Il primo è per la popolazione, per favore restate a casa. Il secondo è per chiunque voglia aiutarci. La ONG Cesvi  ci sta aiutando con una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme, quindi se potete aiutateci. E se siete personale sanitario siete più che benvenuti a unirvi a noi per combattere il coronavirus”.

Anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana aggiunge: “Abbiamo bisogno di medici, speravo che tra le call che avevamo fatto in questi giorni tra pensionati e specializzandi ci fosse più risposta e invece non c’è stata. Abbiamo carenza di medici, questi poveri crisi stanno cedendo fisicamente e sono pochi rispetto alle esigenze. Stanno facendo un lavoro eccezionale i nostri medici e infermieri, che sono allo stremo e io sono preoccupato dal fatto che prima o poi anche loro possano cedere fisicamente e psicologicamente e se cedono loro sarebbero un disastro”.

Sul decreto Cura-Italia il governatore conclude dando “la sua sensazione”, cioè “I 25 miliardi di euro previsti dal governo sono pannicelli caldi non prevedono minimamente la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che, spero di sbagliare, c’è il rischio che questa emergenza parta anche in altre regioni. Abbiamo bisogno di fare invertire i numeri” del contagio, ci sono troppe persone in giro. State a casa, solo per qualcosa di eccezionale se uscite fuori state da soli non avvicinatevi agli altri”.

La Procura di Milano ribadisce che: le violazioni delle norme sul Coronavirus sono reati. Ogni denuncia per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, a carico di coloro che vanno in giro in città senza un comprovato motivo, sarà valutata, caso per caso, e in caso di dolo, o anche solo di colpa, si infliggerà un decreto penale di condanna, che resta come un precedente penale. Così intende muoversi, da quanto si è saputo, la Procura di Milano nei confronti di chi viola le norme sull’emergenza Coronavirus.

Solo ieri in Procura sono arrivate 80 segnalazioni di violazioni e gli inquirenti precisano che si sta parlando di reati, che come tali vanno puniti.

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