Davide D’Errico:”Il Coronavirus è più veloce della burocrazia”

Abbiamo contattato Davide D’Errico, fondatore della Onlus “Opportunity” per intervistarlo sulla situazione d’emergenza in cui versa il nostro Paese a causa dell’epidemia del Coronavirus.
Ci ha parlato di tre proposte per uscire dalla crisi: la spesa di sopravvivenza, il trimestre bianco e il credito di cittadinanza per i negozi e le attività in crisi. Di cosa si tratta?

“In questo periodo per tante famiglie sarebbe necessaria una spesa di cittadinanza, una spesa minima garantita una volta a settimana, con elementi essenziali, atta a garantire un livello minimo di prodotti in casa per chi è impossibilitato a fare la spesa o a mantenere se stesso o la propria famiglia.
Penso infatti a chi si è ritrovato senza un lavoro o ai piccoli commercianti che devono, anche in questo periodo, sostenere delle spese. Penso a chi faceva un lavoro a progetto o a chi convive con la fidanzata e non riesce più a pagare l’affitto. In tanti fanno fatica anche solo a mettere il piatto a tavola. I tempi della burocrazia sono troppo lenti, l’emergenza invece corre veloce. Quella sanitaria e pure quella economica.

Non possiamo sottovalutare poi un altro problema, sempre presente purtroppo in Italia, quello della criminalità.
Infatti, mentre i commercianti sono stati costretti ad abbassare le saracinesche, e non nascondiamo il fatto che molte di queste purtroppo non si rialzeranno più, dal momento che molte imprese non possono reggere le spese ed un mancato introito cosi pronunciato nel tempo, tra tasse e spese di affitto e bollette, la criminalità ha una struttura ed una forza economica che ovviamente le imprese non hanno.

Il magistrato Nicola Gratteri, durante un’intervista dichiarò che lo sviluppo della ‘ndrangheta nel tessuto economico Lombardo, ebbe il suo apice dopo la crisi economica del 2008, perché mentre le società, non essendo aiutate, fallivano, determinati elementi ne hanno preso il controllo dapprima in maniera legale e poi facendo agire le società secondo i propri interessi. Il rischio è quello di scendere per strada e trovare da una parte, attività storiche, che non ci sono più e dall’altra parte attività costruite ad hoc con soldi riciclati, aperte.

Per evitare questo rischio serve almeno un trimestre bianco: anziché uno slittamento dei tempi per pagare le tasse, un trimestre senza tasse, per dare respiro alle famiglie e alle imprese.
La proposta di Draghi qualche giorno fa infatti, quella di “agire senza preoccuparsi del debito pubblico”, per la necessità di alcuni investimenti in deficit era in tal senso. In questo momento lo Stato deve investire nelle piccole attività, nelle imprese familiari, nei nostri negozio di quartiere. Penso ad un’iniziativa di credito di cittadinanza, ad esempio: un aiuto economico dello Stato che possano permettere ai negozianti di pagare i propri dipendenti e mantenere aperti.
Una sorta di prestito di cui una parte andrebbe a fondo perduto mentre un’altra che debba essere restituita a tasso 0 in tempi dilazionati”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: