Convivenza forzata e crisi matrimoniali

L’emergenza Covid-19 ha sancito la ridefinizione delle nostre abitudini da ogni punto di vista, questo ci ha portati a rimanere nelle nostre case e a non uscire se non in casi ben precisi e/o di emergenza. Oltre ad una serie di conseguenze psicologiche, spesso assimilabili ad un disturbo post traumatico da stress, come già affermato da vari colleghi; vi sono tutte quelle conseguenze a livello relazionale a seconda delle persone che sono presenti nel nucleo abitativo. Proprio in questi giorni, il corriere della sera ha pubblicato un articolo che aveva come titolo: “A Xi’an si è registrato in questi giorni il record nelle richieste di divorzio”. Uno dei rischi di questa quarantena è quello di riscoprire anche vecchi conflitti non risolti con il proprio partner; esistono molte coppie che spesso creano una facciata aconflittuale, con il rischio però di cadute depressive o su via psicosomatica, o, se hanno dei figli, in un disturbo del bambino; così come quelli che sembrano essere equilibri ben consolidati, vengono smascherati per poi rivelarsi per ciò che sono, ovvero una soluzione a dei conflitti che sembrano irrisolvibili e che a lungo andare generano tensioni che, durante momenti come questi, dove i membri della coppia sono costretti a fare i conti con loro stessi, emergono facendo vacillare il legame.

Consigli per gestire al meglio le tensioni famigliari

Non necessariamente tutto ciò che è stato detto sopra può avverarsi. Famiglie normalmente equilibrate riescono a scambiare i ruoli che normalmente coprono durante la vita quotidiana; magari famiglie meno funzionali o solide, per non cadere in inutili conflitti, potrebbero darsi dei compiti ben specifici e dividersi il lavoro in casa come, preparare da mangiare, pulire, fare la spesa, occuparsi dei figli, cercare di parlare in momenti ben precisi della giornata e in altri proseguire con hobby individuali.

Bibliografia

Dicks H. (1967), Tensioni coniugali, Boria, Roma, 1992.

Laing R.D. (1961), L’Io e gli altri, Sansoni, Firenze, 1969.

Pubblicato da Stefano Danese

Il mio approccio al lavoro di Psicologo è quello di una vocazione, dedicandomi alla psicologia tutta, agli argomenti relativi alla salute mentale e a quanto sia importante per il benessere Psico-Fisico delle persone. Sono laureato in Metodologia dell’intervento Psicologico all’Università del Salento. Ho un Master Universitario di II Livello in Psicologia e Valutazione Psicologica conseguito presso il Consorzio Humanitas al Policlinico Gemelli di Roma. Ho esperienza nel campo della Psicologia di Riabilitazione dello Sviluppo, Psicologia Scolastica e nella Psicodiagnostica e Valutazione Psicologica. Fare sedute Psicologiche è una scelta che può comportare notevoli benefici nella vita di una persona. Lo Psicologo rappresenta una figura professionale che ha come scopo quello di guidare la persona verso il cambiamento atto ad affrontare disagi o turbamenti tramite nuovi e più efficaci strumenti che la persona stessa impara a d utilizzare. Il Mio Obiettivo: Aiutare le persone ad acquisire strumenti efficaci atti a fronteggiare le situazioni difficili della loro vita.

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