Covid-19: “Comunicare con i propri figli”

Tra i soggetti più colpiti di questa crisi, a causa del coronavirus, oltre al nucleo famigliare in sé, vi sono i bambini. Il Corriere della Sera (2020) pubblica la lettera aperta da parte di psicologi e mamme preoccupate rispetto le conseguenze psicologiche che i loro figli possano sviluppare a causa della quarantena stabilita dal governo italiano. La lettera:

È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno 1 metro da ogni altra persona. Non c’è alcun riferimento ai bambini, che di certo non possono uscire individualmente. Bambini e ragazzi sono costretti a stare 24 ore al giorno tra le mura di casa, spesso in appartamenti molto piccoli, spesso condivisi con tanti famigliari, e questo, come hanno già evidenziato pediatri e psicologi, a lungo andare può fare molto male alla loro salute fisica e mentale. Sono molte le situazioni di disagio che un bambino può avere, emotivo e fisico. In questo periodo la cura di questo disagio ricade solo sui genitori, che hanno la responsabilità di salvaguardare tutti gli aspetti della vita dei propri figli.

L’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità in tempi di Coronavirus consiglia: almeno mezz’ora d’attività fisica al giorno per gli adulti e un’ora per i bambini, passeggiate e giri in bicicletta a distanza di sicurezza. Lo stesso dicono scienziati farmacologi come Silvio Garattini, e medici-biologi come il presidente del comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale Ernesto Burgio.

Chiediamo a chi ci governa che ai bambini venga concessa una breve uscita al giorno, a piedi, di corsa, in bicicletta o sul monopattino, accompagnati da un genitore che garantisca il rispetto delle distanze di sicurezza, senza nessun assembramento o stazionamento in parchi-gioco o giardini. In questo modo non verrebbero a contatto con nessuno, se non con il genitore, ma potrebbero prendere un po’ di aria e sole e uscire per poco tempo da casa. A noi adulti viene chiesto senso di responsabilità per non accalcarci al supermercato o quando manteniamo le distanze mentre portiamo fuori il cane. Lo stesso senso di responsabilità verrebbe usato nel portare fuori i nostri figli a piedi o in bicicletta.

Chiediamo pertanto urgentemente che venga accolta questa richiesta e che si ricominci a parlare e a occuparsi dei bambini nei decreti ministeriali, mentre attendiamo dalla Ministra dell’Istruzione disposizioni sulla chiusura delle scuole e la didattica a distanza. Dobbiamo mantenere sano lo spirito e il corpo dei nostri bambini e ragazzi, per i lunghi mesi a venire.

Sembra ovvio quanto, non solo la comunità scientifica sia preoccupata per il benessere dei più piccoli, ma soprattutto quanto lo siano i genitori dei suddetti. Difatti da un punto di vista prettamente psicologico i bambini, ma sembra ancora di più i ragazzi tra i 14 e i 23 anni (Brooks & co., 2020), presentino sintomatologie marcate assimilabili a quelle presenti nel disturbo post traumatico da stress: sbalzi di umore, rabbia, insonnia, iperattività. Nei bambini non adolescenti l’umore depresso può presentarsi sottoforma di irritabilità e rabbia, di fatti, i bambini chiusi in casa rischiano di assorbire le ansie e le preoccupazioni dei genitori.

Cosa fare allora con i propri figli?

È importante avere un atteggiamento rassicurante, anche se a volte si ha la sensazione di sentirsi inermi di fronte ad un’emergenza simile, ma è essenziale che i bambini e i ragazzi percepiscano sicurezza dagli adulti di riferimento. È necessario che in questo momento, più che mai, il genitore- o chi ne fa le veci- assuma il ruolo di “porto sicuro”.

Vi è la possibilità che i bambini e gli adolescenti in questo momento storico delicato, possano interiorizzare le abitudini di de-socializzazione; Pertanto, la tecnologia può essere utile affinché non perdano la buona abitudine di interfacciarsi e di interiorizzare con i pari. Utilizzando videochat, messaggi e social, chiaramente sotto supervisione di un adulto attento, si possono mantenere i contatti con i coetanei e dedicare momenti della giornata allo scambio con loro, indispensabile nella vita dei ragazzi e dei più piccoli.

Sempre a proposito della tecnologia, l’adulto ha il dovere di assicurarsi che i ragazzi, in particolare gli adolescenti, non si imbattano in fake news, deleterie per l’adulto ed ancor di più per un adolescente. Il confronto con gli adolescenti è essenziale, per cui è consigliabile istruire i ragazzi a filtrare le informazioni che provengono dal web. Così come, per quanto riguarda il coinvolgimento del ragazzo adolescente, sembrerebbe essere più utile un avvicinamento da parte delle figure genitoriali al mondo del proprio figlio.

Per quanto riguarda i più piccoli, questo potrebbe essere un momento per riscoprire i giochi di un tempo: è il momento di dare spazio alla fantasia e giocare con loro. Magari si potrebbe pensare di costruire una tana con lenzuola e cuscini, colorare insieme, raccontare le favole e perché no organizzare delle giornate a tema, travestirsi, truccarsi e ballare! Sicuramente è il momento adatto per lasciarsi andare, liberare il bambino dentro di noi che, per via delle responsabilità della vita è costretto e silente. In questo modo intrattenere i più piccoli sarà certamente più piacevole e divertente e i bambini potranno conservare ricordi positivi di questi giorni così bui.

Bibliografia

– Brooks, S., K., Webster, R., K., Smith, L., E., Wooland, L., Wessely, S., Greenberg, N., et al. (2020). The psychological impact of quarantine and how to reduce it: rapid review of the evidence. Published: February 26, 2020 DOI:https://doi.org/10.1016/S0140-6736(20)30460-8

– Corriere della Sera

www.open.online

Pubblicato da Stefano Danese

Il mio approccio al lavoro di Psicologo è quello di una vocazione, dedicandomi alla psicologia tutta, agli argomenti relativi alla salute mentale e a quanto sia importante per il benessere Psico-Fisico delle persone. Sono laureato in Metodologia dell’intervento Psicologico all’Università del Salento. Ho un Master Universitario di II Livello in Psicologia e Valutazione Psicologica conseguito presso il Consorzio Humanitas al Policlinico Gemelli di Roma. Ho esperienza nel campo della Psicologia di Riabilitazione dello Sviluppo, Psicologia Scolastica e nella Psicodiagnostica e Valutazione Psicologica. Fare sedute Psicologiche è una scelta che può comportare notevoli benefici nella vita di una persona. Lo Psicologo rappresenta una figura professionale che ha come scopo quello di guidare la persona verso il cambiamento atto ad affrontare disagi o turbamenti tramite nuovi e più efficaci strumenti che la persona stessa impara a d utilizzare. Il Mio Obiettivo: Aiutare le persone ad acquisire strumenti efficaci atti a fronteggiare le situazioni difficili della loro vita.

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