Coronavirus, ricordiamo le vittime positive in Puglia

Novantuno vite. Novantuno persone che hanno perso la vita e risultate positive al Coronavirus nella Regione Puglia, stando ao dati di lunedì 30 marzo delle 16:30.

Ripercorriamo insieme e ricordiamo, con profondo rispetto, le vite di queste persone.

Come riporta La Repubblica:

Maurizio Pinto, 38 anni, di Turi, fra le più giovani vittime dell’epidemia che ha investito l’Italia a febbraio. Maurizio era sulla sua sedia a rotelle dal 2002, anno in cui è stato investito sulla strada. Non aveva neppure vent’anni, è finito in dialisi e da allora ogni giorno era una rinascita. Fino al ricovero in un letto del reparto Malattie infettive del Policlinico di Bari a metà marzo, dove la polmonite causata dal virus ha avuto la meglio sul suo corpo fragile.

L’altro volto è quello di Luca Tarquinio Colletta, grande tifoso ‘della Bari’, che a 44 anni ha lasciato la sua Anna, le domeniche allo stadio e un lavoro da dipendente della Multiservizi nella sede del secondo municipio di Bari in stradella del Caffè. Si era messo in quarantena in attesa del tampone. Poi è arrivato l’esito del test, la lotta con il nemico invisibile e, venerdì 27 marzo, l’ultimo saluto di familiari e amici con una pioggia di messaggi su Facebook.

Il virus ha colpito ovunque in Puglia. Dal Gargano al Salento, senza distinzioni. A Torremaggiore, per esempio, ha inghiottito la vita di Antonio Maghernino, 59 anni, guardia medica. È stata la 34esima vittima italiana nelle file degli operatori sanitari, che stanno pagando un prezzo altissimo nella lotta al Coronavirus. “Il collega si è spento nella Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dove era ricoverato” aveva fatto sapere la Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) Puglia nell’esprimere la propria vicinanza alla moglie e ai due figli del medico foggiano.

Anche Mario Salerno, fisiatra di 67 anni, residente a Bitritto, si è dovuto arrendere al Coronavirus. Lavorava in un centro di riabilitazione a Sannicandro di Bari ed è il terzo operatore sanitario morto in Puglia. Un ricordo commosso è quello di Vito Lacalaprice, medico di base a Sannicandro: “Mario era una persona splendida, squisita, disponibilissima. Qui a Sannicandro ne facevamo largo uso e abuso. Ho visto un suo paziente piangere nel sentire la notizia”.

Anche le forze dell’ordine, altra categoria più a rischio, piangono un collega. È il caso dei 42 agenti della polizia locale di Altamura, che la mattina di lunedì 30 marzo hanno dovuto dire addio al sovrintendente capo Felice Lomurno, 64 anni e dal novembre 1986 sulle strade della città. “È stato il primo vigile motociclista ad Altamura. Me lo ricordo bene in sella alla sua Moto Guzzi, ero una bambina”, ha detto in lacrime la sindaca Rosa Melodia.

Altro lutto a Carovigno. Lì, fra gli altri, a perdere la vita dopo la diagnosi di Covid19 è stato Raffaele De Giovanni, 54 anni, uno dei protagonisti della lotta a un’altra infezione, che però colpisce gli ulivi: la xylella. De Giovanni, perito agrario, sposato e padre di due figli, aveva accusato sintomi simili a quelli influenzali all’inizio di marzo. Il 15 marzo le sue condizioni si sono aggravate ed è arrivato il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi. È morto lontano dai propri cari e in solitudine, come le altre vittime.

Circa 150 chilometri più a nord, ad Andria, piangono un altro professionista stimato da colleghi, clienti e politici di ogni settore. Si chiamava Vincenzo Sinisi, aveva 62 anni, ex consigliere comunale di centrosinistra al fianco dell’allora sindaco Vincenzo Zaccaro dal 2005 al 2010. Uno degli ultimi impegni nella sua agenda è stato il cda della Banca di Andria, di cui era componente del collegio sindacale. Era lunedì 2 marzo. In quello stesso fine settimana sono arrivate le prime avvisaglie. Febbre alta, spossatezza. Un raffreddore come tanti, almeno in apparenza. Poi l’esito del tampone ha sparigliato le carte per un uomo cardiopatico.

“Era l’uomo della battuta arguta sempre pronta. Anche nei momenti più tesi”, ricorda Sabino Zinni, consigliere regionale vicino al governatore Michele Emiliano. Sulla stessa linea l’avversario di sempre, Nino Marmo, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale: “Ricordo la sua battuta pronta e a volte sferzante, il suo fare bonario, paterno, comprensivo, disponibile a darti un consiglio e a sostenerti se era il caso. Avremmo dovuto vederci due settimane fa a Bari, ma mi disse che era raffreddato e che ci saremmo risentiti poi”.

Ancora una giovane vittima. Gianluca Nargiso, 43 anni, residente a San Severo. La notizia della scomparsa è arrivata come un fulmine a ciel sereno in città. Strazianti i messaggi postati sui social da parte di amici e conoscenti. Gianluca viveva in casa solo con la mamma dopo la morte del padre. “Era un ragazzo giovane, sincero e ingenuo. Bastava un abbraccio o un bacio per renderlo felice”, ricordano in città.

L’altro volto in questa Spoon River delle vittime pugliesi del Covid19 è quello di Roberto Pati, 54 anni. Lavorava come postino per un’agenzia privata nella sua città, Monteroni. Potrebbe aver contratto il virus proprio durante i suoi spostamenti. Non solo a Monteroni. Perché da qualche tempo era stato assegnato a Copertino, dove sono stati registrati diversi casi soprattutto in ospedale. L’ex sindaco di Monteroni, Lino Guido, l’ha ricordato così: “Era un gran lavoratore, una persona perbene. Aveva un sorriso per tutti”.

Fonte La Repubblica

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