La Cina rivende materiale sanitario regalato dall’Italia

La Cina, nel tentativo di ripristinare la sua immagine agli occhi della comunità internazionale, nelle scorse settimane si è lanciata in numerose promesse di aiuti umanitari.
Una di queste, particolarmente importante per il nostro paese, riguardava la donazione di numerosi Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) all’Italia; questi strumenti sono fondamentali per prevenire il contagio dei moltissimi operatori sanitari impegnati nella gestione dell’emergenza e sono divenuti incredibilmente preziosi in questo periodo.

Si è poi scoperto che di donazione non si trattava, bensì l’Italia avrebbe avuto semplicemente la precedenza sull’acquisto degli stessi.

Ora emergono, grazie alle dichiarazioni che un alto funzionario dell’amministrazione Trump avrebbe fatto a The Spectator, dettagli ancor più inquietanti: non solo la Cina non avrebbe donato, ma venduto, questi dispositivi, ma avrebbe addirittura obbligato l’Italia a ricomprare la scorta di DPI che l’Italia stessa le aveva donato all’inizio dell’epidemia.

“Prima che il virus colpisse l’Europa, l’Italia inviò tonnellate di DPI alla Cina per aiutarla a proteggere la sua popolazione” ha spiegato il funzionario americano. “Ora la Cina ha venduto parte di questi dispositivi all’Italia, che glieli aveva donati gratuitamente”.

Il governo di Pechino si sarebbe quindi approfittato della generosità italiana e della gravissima situazione che ha colpito il nostro Paese per guadagnarci in termini economici e di visibilità.

Tuttavia questo non è che l’ennesimo esempio delle dubbie buone intenzioni cinesi. Ad esempio, la Spagna si è vista costretta a restituire 50000 test rapidi alla Cina dopo aver scoperto che erano difettosi.
E le autorità cinesi, spesso, non si scusano nemmeno. È questo il caso dell’Olanda che, dopo essersi lamentata di una fornitura di mascherine per metà fallate, si è vista invitata dal governo cinese a “rileggere le istruzioni”.

Le parole dure del funzionario americano non si fermano qui “La Cina mente quando dice che è lei ad aiutare gli italiani, quando invece è proprio stata lei, con le sue politiche, a contagiare tutti”.
E poi continua “Certamente devono aiutare: hanno una responsabilità speciale a farlo, perché nascondendo informazioni corrette e continuando ad insabbiare dati reali, hanno impedito al mondo di prepararsi adeguatamente di conseguenza”.

È sempre più fondato il sospetto che la Cina starebbe tutt’ora riportando meno casi e meno morti di quanti non stiano realmente accadendo.
Il governo cinese, infatti, sembra escludere dal conteggio complessivo degli infetti tutti coloro che sono asintomatici e continua a negare che siano nuovi morti, nonostante le centinaia urne funerarie che vengono inviate agli ospedali locali ancora oggi.

Insomma, più si guarda alla beneficenza cinese e più si accorge che dietro alle belle parole si nascondono biechi fini politici.

Di Riccardo Mazzoli

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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