Svezia, è tutto aperto: l’ipocrisia dei Tg

In ogni telegiornale, testata o rivista, è stato considerato il comportamento di Boris Johnson sull’ “immunità di gregge” un’idiozia, e sia chiaro, lo è.

Sempre dai media le dichiarazioni di Donald Trump e di Jair Bolsonaro sono state duramente, e ripetiamo, giustamente, contestate.

L’unica cosa che fa storcere il naso è che il denominatore comune di questi tre casi è che al governo abbiano un partito di destra, liberale o conservatore, ma allora come mai la Svezia, che ha adottato la stessa identica strategia dai leader precedentemente citati, non viene attaccata mediaticamente?

Probabilmente per il governo composto da sinistra e verdi.

Il governo svedese infatti, come riporta L’Occidentale, ha deciso di attuare una strategia di misure di contenimento light, non dissimili da quelle ventilate (e anche attribuite con qualche manipolazione) nell’ormai famoso discorso di Boris Johnson.

Anche Il Corriere della Sera, nel darne notizia, non nasconde la somiglianza, anzi aggiunge: «detto con la massima brutalità, un po’ di morti in più nell’immediato per perseguire una sorta di “strategia di mitigazione” (altra cosa dall’ ‘immunità di gregge’ britannica) che permetta di non distruggere l’assetto sanitario e socioeconomico dell’intero Paese sul medio-lungo periodo».

Tuttavia, continua Il Corriere, «lo strano caso della Svezia può servire per impostare un ragionamento più esteso, che arrivi ai fondamenti della strategia epidemiologica di tutti i paesi coinvolti nella pandemia».

Attualmente i numeri sembrano dar ragione alla scelta del premier svedese Stefan Löften.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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