Conte-Salvini: “Mia figlia mi ha chiesto ‘perché quel signore in tv ce l’ha con te’?”

Dopo lo scontro sui social tra opposizione e maggioranza, che ha scatenato il “farò nomi e cognomi” di Conte ieri sera durante la conferenza stampa in cui veniva comunicata la proroga delle restrizioni a causa della pandemia del Coronavirus, Matteo Salvini, leader della Lega risponde al premier.

Al Tg1 Salvini racconta: “Ieri sera mia figlia mi ha chiesto perché quel signore in televisione ce l’ha con te e ti insulta?”.

Il leader leghista, insieme Giorgia Meloni, chiedono un contraddittorio, “sulla stessa rete, con lo stesso pubblico e alla stessa ora”, il primo ha ottenuto un “risarcimento” con due interviste al Tg1 e al Tg4.

Al Tg1 Salvini racconta: “Ieri sera mia figlia mi ha chiesto perché quel signore in televisione ce l’ha con te e ti insulta? Le ho risposto, lascia stare, è Pasqua, perdona. Mi è dispiaciuto di più il no alle proposte per migliorare il provvedimento.

Sono dispiaciuto perché qualcuno vuol fare da solo e non ci ascolta. Continuiamo a dialogare, con i nostri sindaci, l’emergenza è trovare bombole di ossigeno e mascherine. A Mattarella ho detto che sono preoccupato per la situazione economica, spero veramente che il governo non pecchi di presunzione dicendo ‘facciamo tutto noi’, spero che qualcuno non dica no alle proposte della Lega solo per fare un dispetto politico.

Noi avevamo proposto di aumentare lo stipendio dei medici e del personale sanitario: ci hanno detto di no”.

Al Tg4, Salvini dichiara: “Penso che Conte non abbia capito l’emergenza che vive l’Italia e penso che invece il presidente Mattarella l’abbia capito benissimo. Sentirsi insultare in diretta televisiva mentre il Paese soffre, il venerdì Santo, mentre il Papa fa la via crucis… Credo che Conte non sia degno di una carica come quella di presidente del Consiglio”.

Sulla telefonata tra il leader della Lega e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prosegue: “Al presidente Mattarella ho detto che sono al lavoro in tutta Italia con i nostri sindaci per risolvere i problemi e gli ho riportato la voce dei commercianti, degli imprenditori, dei lavoratori, degli artigiani che non vedono l’ora di tornare a lavorare. Quando ieri il premier, a parte gli insulti e la bugie, ha detto che ne riparliamo a maggio, ha buttato milioni di italiani nello sconforto perché bollette, rate e affitti non aspettano. Quindi ho detto a Mattarella che dal nostro punto di vista, prima si torna a lavorare in sicurezza, con mascherine e guanti, meglio è”.

Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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