HONG KONG – 180 ARRESTI, MA PERCHÉ?

La città di Hong Kong vive una situazione politica più unica che rara, da quando – nel 1997 e dopo 156 anni di governo britannico – è stata ceduta al governo cinese con la promessa di 50 anni di transizione: per il resto della Cina sarebbe rimasto in vigore il comunismo maoista, mentre ad Hong Kong (almeno per cinquant’anni) avrebbe continuato ad esistere il modello del libero mercato occidentale.
Questo è il “un paese, due sistemi”, e questa è anche la radice di molti dei disordini che negli ultimi anni hanno scosso Hong Kong.

Sempre più frequentemente e sempre con più forza, il Partito Comunista Cinese sta attentando alla promessa fatta, trovando sotterfugi e scuse per terminare in anticipo – quantomeno de facto – i cinquant’anni di transizione.
Per ora, ogni tentativo del governo cinese di inserirsi nella vita sociale degli abitanti di Hong Kong e di ridurre le loro libertà ha sempre incontrato le inarrestabili proteste della popolazione.

La riforma scolastica del 2011, che avrebbe visto l’introduzione della materia “educazione morale e nazionale”, ha portato alla nascita del movimento “scholarism”; la riforma elettorale del 2014 ha prodotto la famosa “rivoluzione degli ombrelli”; e dall’emendamento alle leggi sull’estradizione del febbraio 2019 è scaturita la più imponente e longeva delle proteste – interrotta solo a causa delle misure anti-coronavirus.

11kearxnbs051

Il 21 maggio 2020, il governo cinese ha annunciato un disegno di legge che introdurrebbe ad Hong Kong le stesse leggi per la sicurezza nazionale in vigore nel resto della Cina.
Oltre ad approfittare della situazione di emergenza sanitaria attuale, anche le modalità con cui il governo avrebbe voluto introdurre questa legge erano subdole.
Attualmente infatti, l’Articolo 18 della “Basic Law di Hong Kong” (una sorta di equivalente della nostra Costituzione) stabilisce che nessuna legge cinese debba essere imposta alla città, ad eccezione di quelle inserite nell’Annesso III. Era proprio inserendo questo corpo di leggi all’interno dell’Annesso III che il governo sperava di bypassare la legislatura appellandosi unicamente al nostro equivalente della Coorte Costituzionale.

“La maggior parte dei processi che riguardano la sicurezza nazionale vengono condotti a porte chiuse” ha spiegato il professore dell’Università di Hong Kong Johannes Chan. “Non è mai chiaro quali siano di preciso le accuse e le prove. Il termine ‘sicurezza nazionale’ è così vago che può riguardare tutto”.

Già una volta, nel 2003, il governo cinese aveva tentato qualcosa di simile, ma dovette desistere a seguito delle fortissime proteste degli abitanti della città.
Oggi come ieri, la popolazione è scesa in piazza in massa: nella giornata di domenica, migliaia di persone si sono ritrovate ed hanno cominciato a marciare pacificamente. La maggior parte teneva le mani alzate, altri brandivano cartelloni o striscioni, altri ancora ombrelli (già simbolo di molte altre proteste).

OUde4hemJ6FeCu7hrqf3pdNO-cPrf3NDWn_F3tVYl34

Alla proteste pacifiche, la polizia ha risposto con lacrimogeni sparati sulla folla, con cannoni ad acqua per disperdere le persone e con arresti per “disturbo dell’ordine pubblico”.
In totale, 180 protestanti sono stati arrestati e circa una dozzina hanno dovuto ricevere assistenza medica.

Ma perché gli abitanti di Hong hanno paura delle leggi cinesi?
Perché Yang Chunlin è stato arrestato e torturato per aver creato una petizione a supporto degli agricoltori a cui il governo cinese aveva pignorato i campi.
Perché Hu Jia avrebbe incitato alla sovversione contro il governo solamente per aver espresso le proprie opinioni su internet.
Perché il giornalista Tan Zuoren è stato condannato a cinque anni di carcere per aver scritto che bisognava indagare sui crolli delle scuole dopo il terremoto di Sichuan.
Perché Quan Ping è stato detenuto solo per aver indossato una maglietta con su scritto “Xi [il Segretario Generale del Partito Comunista Cinese] è uno stupido”.

Se volete sostenere la vostra comunità, se volete esprimere le vostre opinioni, se volete che venga fatta giustizia e se volete vestirvi dei vestiti che preferite – ecco, se volete tutto questo, per il Partito Comunista Cinese siete pericolosi sovversivi.

Gli abitanti di Hong Kong non vogliono nulla di più che conservare ciò che già hanno: libertà che noi diamo per scontate.

lq3rbtz06o051

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: