I democratici sono “coccolati” dai media: Trump contro Biden

Iniquità, è questa la parola chiave di quando si vuol parlare di stampa ed informazione ed è per questo che sempre meno gente si fida dei mainstream media. La stampa, i talk show e i punti di riferimento per quanto riguarda il dibattito pubblico tendono a velare, occultare o sovraccaricare le notizie.

In Italia, ma in quasi tutto il mondo occidentale infatti, si tende a far pendere la bilancia nei confronti di certi leader e di certe posizioni ben definite e sminuire invece i “rivali”, in tutti i modi possibili, talvolta prescindendo l’argomentazione politica e insinuandosi nella vita personale e privata.

Gli esempi più eclatanti provengono dagli Stati Uniti dove la campagna mediatica che sarebbe dovuta servire a “distruggere” Donald Trump ha invece spinto inconsapevolmente per la sua elezione, articoli come “Trump non va a tempo quando balla” o “Melania non conosce il protocollo della Casa Bianca”, ripresi anche dai nostri giornali e televisioni, sono serviti a nient’altro che far prendere consapevolezza di quanto sia scadente la qualità dell’informazione attuale e di quanto i media mainstream, che dovrebbero servire, avvalendosi di una semicitazione, ad “innalzare il livello di conoscenza e comprensione delle masse”, in realtà non svolgano il loro compito e si preoccupino di una propaganda elettorale permanente. Ovviamente ci si allontana da una generalizzazione ma sarebbe ipocrita non far notare questa tendenza.

Nonostante la batosta subita da parte del sistema del Partito Democratico statunitense nel 2016, si può notare come questo organismo sia tendente non a comprendere i propri errori ed imparare, ma a cadere negli stessi tranelli anche oggi, 4 anni dopo, in vista delle presidenziali del 2020, le dichiarazioni del presidente Trump in molti casi vengono estremizzate, decontestualizzate e riportate come vere e proprie citazioni, anche quando così non è e anche quando sia palese che in molte occasioni il concetto sia stato espresso sottoforma di discorso, dal quale è ovviamente impossibile slegare ed estrapolare un minimo particolare per cercare di ricostruire l’intero senso logico, con il quale ovviamente si può dissentire nel merito. Ovviamente con questo in alcun modo si vogliono giustificare espressioni, comportamenti o determinate linee del Presidente americano, talvolta realmente sui generis, ma non si può di certo considerare che l’intero operato e l’intera comunicazione di questo personaggio pubblico sia da considerare ,come è stata definita “da folle”.

Il riportare notizie, far emergere e perseguire inchieste qualora vi fossero scandali o procedimenti non a norma di legge, proporre controargomentazioni concrete (e non supercazzole) ai cittadini in modo tale da fornire loro una valida alternativa su quale candidato scegliere per essere rappresentati, dovrebbe essere uno dei compiti più nobili del giornalismo e del mondo dell’informazione, degli intellettuali ed anche dei candidati politici avversari.

La situazione è ai limiti dell’imbarazzante quando questo trattamento di eccessiva comunicazione negativa non viene riportata nel momento in cui il protagonista è il proprio candidato, Joe Biden in questo caso infatti, è stato accusato dalla sua ormai ex-collaboratrice e da altre figure di abusi sessuali, accuse dalle quali l’ex vicepresidente USA si è sempre dissociato ma che non hanno mai costituito un processo, ne giuridico ne, rimanendo in tema, mediatico. Come non ci si concentrò quando lo stesso sfidante dell’attuale presidente si addormentò durante un discorso di Barack Obama, oppure quando sempre il 78enne Biden durante un’intervista alla CNBC, ha dichiarato che sconfiggerà Biden.

Non è un errore di battitura, è esattamente ciò che il democratico ha dichiarato. È facilissimo pensare a quando, in una recente intervista, nei confronti di uno speaker radiofonico afroamericano, ha esordito con la frase “Non sei un vero nero se voti per Donald Trump”.

Questa presa di coscienza e di posizione non vuole essere in alcun modo un endorsement al candidato repubblicano, a posizioni definite populiste o ad alcune scelte e posizioni che, come già detto, sono contestabilissime nel merito, tuttavia è necessario riflettere sul motivo per cui i media mainstream perdono ogni giorno importanza ed efficacia agli occhi dell’opinione pubblica, perché “la gente non si fida più dei giornali” e questo, sia chiaro, è una vera e propria mutilazione di parte della cultura che genera scompensi e danni enormi. Oltretutto a lungo andare potrebbe esserci una polarizzazione dell’opinione pubblica che si sminuisce a diventare una bamderuola formata da tifosi non pensanti e ciò andrebbe ovviamente ad inficiare ad un sano conflitto, una necessaria competizione dialettica tra il mondo considerato “di destra” e quello “di sinistra”. Un modo efficace per ristabilire il ruolo dell’informazione è già citato prima ed un principio cardine da seguire è quello di abbandonare nel vocabolario informativo la parola ed il concetto di iniquità.

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Fonti

Biden allo speaker: https://www.agi.it/estero/news/2020-05-23/usa-2020-biden-scusa-frase-razzista-voto-dei-neri-8703446/

Discorso di Obama: https://www.ilsecoloxix.it/mondo/2011/04/14/news/obama-parla-e-biden-si-addormenta-1.32956438

Sulle molestie sessuali: https://www.google.com/amp/s/www.agi.it/estero/news/2020-05-01/joe-biden-molestie-sessuali-8495311/amp

https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/04/02/news/biden-e-gia-inguaiato-246641/

Trump non va a tempo:
https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/esteri/2017/01/21/foto/dopo_il_giuramento_il_ballo_trump_apre_le_danze_ma_non_va_a_tempo-156535428/amp/

Presidente e First Lady violano il protocollo: https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/esteri/2017/01/21/foto/dopo_il_giuramento_il_ballo_trump_apre_le_danze_ma_non_va_a_tempo-156535428/amp/

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Pubblicato da Federico D'Addato

Studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università di Napoli l'Orientale.

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