IL CORRIDOIO ECOLOGICO: QUANDO L’UOMO RISPETTA LA NATURA

Esiste un detto: <<Non sono gli animali ad attraversare l’autostrada, ma è l’autostrada ad attraversare il bosco>>.

Il concetto di corridoio ecologico è un concetto molto serio ed importante nell’ambito ambientale, che si sposa completamente con quello che è il rispetto e la conservazione di una nicchia ecologica. Diffusissimi in Nord Europa, ma anche in USA, Canada e Australia, i “green bridges, o ponti verdi come definiti all’estero, sono una vera e propria ancora di salvataggio per la conservazione e la tutela di tutte quelle specie animali che dall’oggi al domani si sono viste separare la loro nicchia ecologica da una costruzione di origine antropica.

La funzione principale del corridoio ecologico è quella di permettere il passaggio di popolazioni animali rimaste separate (frammentazione di un habitat) per esempio dal passaggio di una nuova autostrada, ed evitare che quest’ultimi trovino la morte tentando di attraversarla.

Un’altro scopo più rilevante, in temini di visione futura, della costruzione di un corridoio ecologico è la preservazione e conservazione di una data specie animale: quando una determinata nicchia ecologica che è habitat di una determinata popolazione formata da un determinato numero di individui viene improvvisamente frammentata, si dà origine ad un processo chiamato “speciazione” per cui gli individui della stessa popolazione, ritrovandosi separati ed impossibilitati a ricongiungersi con i propri simili, iniziano un percorso evolutivo nuovo formando una nuova specie. Più una nicchia è frammentata, più il numero di individui di quella stessa nicchia ecologica diminuisce, favorendo un fenomeno chiamato “inincrocio” che vedrà nel tempo individui con parentela sempre più vicina accoppiarsi tra di loro. L’inincrocio è causa primaria di un altro fenomeno identificato come “riduzione della variabilità genetica“: i futuri esemplari avranno ben poche possibilità di mescolare il loro corredo genetico con individui più lontani ed evolversi quindi in modo da poter far fronte ad improvvisi cambiamenti climatici. Questo meccanismo di feedback tra diminuzione della dimensione di una popolazione, perdita di variabilità genetica ed inincrocio è definito vortice dell’estinzione: aumenta dunque la propensione all’estinzione per quella specie.

Un green bridge può aiutare senza dubbio a conservare nel tempo l’equilibrio genetico ed ecologico di una determinata specie vivente, oltre ad evitare il massacro di centinaia di migliaia di creature che ogni anno tentano invano di attraversare queste strade della morte.

Quest articolo è stato scritto da Michele Intoccia, Biologo Ambientale Marino e co-fondatore dell’Associazione Eco Culturale (AEC) di Torre del Greco.

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